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GINOCCHIO E RIABILITAZIONE

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ginocchio1Il calcio, al pari di altri sport dove i contatti sono più frequenti (rugby, futsal, basket etc) riscontra lesioni che interessano sempre più spesso il legamento crociato anteriore (successivamentre detto LCA). Il ginocchio è un'articolazione complessa, sottoposta a forze che si esprimono contemporaneamente su più piani, sottoponendo le strutture ossee, legamentose e miotendinee a grandi sollecitazioni. L'esecuzione scorretta del gesto atletico, un sovraccarico funzionale al ginocchio, un contrasto con piede fisso a terra possono produrre lesioni acute.
Tale articolazione consente ampi movimenti di flesso-estensione della gamba e una limitata rotazione; è completata dalla capsula articolare che la ricopre; dai legamenti (rotuleo, crociato anteriore, posteriore, collaterale esterno e mediale, popliteo, arquato e popliteo), dai due menischi nonchè da numerose borse mucose e sinoviali.

 

La regione anteriore o rotulea aapare rotondeggiante al centro per la rilevatezza della rotula, mentre ai lati, separati dalle depressioni corrispondenti alle fossette laterali e mediali,si evidenziano rilievi dovuti ai condili femorali;

 

LA REGIONE POSTERIORE O POPLITEA RISULTA FORMATA DA UNA LOSANGA DELIMITATA DAI TENDINI D’INSERZIONE DEI MUSCOLI DELLA COSCIA E DELLA GAMBA; AL CENTRO DELLA LOSANGA POPLITEA SI TROVANO UN FASCIO DI NERVI (TIBIALE E PERONEO COMUNE) E DI VASI (ARTERIA E VENA POPLITEA), ALCUNE LINFOGHIANDOLE E UNA FORMAZIONE DI TESSUTO ADIPOSO.                                                                                                     

SE IL RUOLO DEI PIEDI E’ FONDAMENTALE NELLA FASE DI APPOGGIO DEL MOVIMENTO, LE GINOCCHIA, CENTRATE FRA TIBIA E FEMORE, RAPPRESENTANO L’ANELLO CRUCIALE DELLA ‘CATENA CINETICA’ CHE RENDE POSSIBILE IL CORRERE O IL CAMMINARE E CHE HA NEI PIEDI IL PUNTO DI CONTATTO COL SUOLO.

ginocchio2NEL MOVIMENTO E’ EVIDENTE E INSCINDIBILE LA COLLABORAZIONE TRA LE DUE PARTI DIVERSE DELL’ARTO INFERIORE, PIEDE E GINOCCHIO: IL PIEDE ASSICURA STABILITA’ E FUNGE DA SOSTEGNO E APPOGGIO AL PESO DEL CORPO, MENTRE IL GINOCCHIO, PASSANDO CONTINUAMENTE DALL’ESTENSIONE ALLA FLESSIONE E CON L’AIUTO DEI MUSCOLI DELLA GAMBA, E’ IMPEGNATO NELLA FASE PROPULSIVA.

MOLTO FRETTOLOSAMENTE SI POTREBBE PENSARE CHE L’ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO SIA MOLTO PIU’ SEMPLICE DI QUELLA DELLA SPALLA O DELLA CAVIGLIA: SE DA UNA PARTE E’ VERO CHE POSSIEDE SOLO IL MOVIMENTO FLESSO-ESTENSORE (MA MOLTO AMPIO PERCHE’ CONSENTE UN’ESTENSIONE DI 170°), DALL’ALTRA PARTE LA SUA VERA COMPLESSITA’ E’ DETERMINATA PROPRIO DA COME RIESCE A DETERMINARE IL MOVIMENTO TRA TIBIA E FEMORE. A TAL PROPOSITO, GLI STUDI DI BIOMECCANICA HANNO DIMOSTRATO CHE IL GESTO DI FLESSIONE E DI ESTENSIONE NON E’ RICONDUCIBILE AD UNA SEMPLICE ROTAZIONE INTORNO ALL’ASSE DI UN IDEALE PERNO, MA E’ QUALCOSA DI MOLTO PIU’ DELICATO, CHE CONSISTE NELLA COMBINAZIONE DI UN COMPLICATO MOVIMENTO DI ROTOLAMENTO E DI SCIVOLAMENTO DEL FEMORE SULLA TIBIA.

I MOMENTI DI POSSIBILE CAUSA EZIOLOGICA DELLA ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE (LCA) SONO I SEGUENTI:

DALLA DISTORSIONE IN ROTAZIONE ESTERNA CON L’ANGOLO DEL GINOCCHIO CHE SI APRE IN VALGISMO;

DALLA DISTORSIONE IN ROTAZIONE INTERNA CON L’ANGOLO DEL GINOCCHIO CHE SI CHIUDE IN VARISMO;

IPERESTENSIONE E IPERFLESSIONE CHE RAPPRESENTANO DELLE CAUSE MOLTO MENO FREQUENTI.

QUASI SEMPRE LA ROTTURA ISOLATA DEL LCA E’ RARA, IN QUANTO, IN CASO DI TRAUMA, ANCHE ALTRE STRUTTURE ARTICOLARI DEL GINOCCHIO POSSONO ESSERE INTERESSATE: CARTILAGINE, MENISCHI, FINO AL

ginocchio3QUADRO PIU’ GRAVE IN CUI VIENE COINVOLTO ANCHE IL LEGAMENTO COLLATERALE, NELLA COSIDDETTA ‘TRIADE SFORTUNATA’.          

DOPO AVER DIAGNOSTICATO LA ROTTURA DEL LCA E AVER INDIVIDUATO EVENTUALI ALTRE LESIONI AD ESSA ASSOCIATE, L’OBIETTIVO PRINCIPALE E’ ARRIVARE ALL’INTERVENTO CHIRURGICO CON IL GINOCCHIO IL MENO GONFIO POSSIBILE. INFATTI IL GONFIORE ARTICOLARE IMPEDISCE ANCHE UN ADEGUATO RECLUTAMENTO DELLE FIBRE DEL MUSCOLO QUADRICIPITE, CHE RAPIDAMENTE VA INCONTRO A IPOTONOTROFISMO ‘EX NON USU’, NEL TEMPO CHE INTERCORRE TRA IL TRAUMA E L’INTERVENTO CHIRURGICO.

PER LA RICOSTRUZIONE CHIRURGICA IN ARTROSCOPIA DEL LCA, DIVERSE SONO LE POSSIBILITA’: TRAPIANTO OMOLOGO DI ALTRO TENDINE, TRAPIANTO DA CADAVERE, LEGAMENTO SINTETICO, TENDINE ROTULEO, TENDINE DEL GRACILE E SEMITENDINOSO. IN ASSOLUTO, LA TECNICA PIU’ USATA IN ITALIA E’ LA SOSTITUZIONE DEL LCA CON IL TENDINE ROTULEO. NON DA ULTIMA, MOLTO USATA E’ LA TECNICA DEL RIBALTAMENTO DEL TENDINE SEMITENDINOSO E GRACILE. DA QUALCHE ANNO, DOPO IL FALLIMENTO DELL’USO DEL TENDINE ARTIFICIALE IN GORETEX, SI STA ADOTTANDO UN NUOVO TENDINE ARTIFICIALE SINTETICO ( LARS ), I CUI RISULTATI SONO ANCORA IN VIA DI VALUTAZIONE SCIENTIFICA.

IN OGNI CASO, INDIPENDENTEMENTE DALLA TECNICA USATA, LA RIUSCITA O MENO DELL’INTERVENTO DIPENDE, PER UN BUON 50% DALLO STATO DI TENSIONAMENTO CHE SI RIESCE A RESTITUIRE COL NEOIMPIANTO. INFATTI, DOPO UN INTERVENTO MAL RIUSCITO, SI POSSONO RISCONTRARE DUE PROBLEMI OPPOSTI: O IL GINOCCHIO RIMANE LASSO PER INADEGUATO TENSIONAMENTO OPPURE, PER UN IMPIANTO TROPPO SERRATO, SI IMPEDISCE LA NORMALE FLESSIONE O ESTENSIONE DEL GINOCCHIO. IL RESTANTE 50% DI RIUSCITA DELL’INTERVENTO DIPENDE DALLA RIABILITAZIONE A CUI VIENE SUCCESSIVAMENTE SOTTOPOSTO IL PAZIENTE. QUESTA FASE DELLA RIABILITAZIONE DEVE PREVEDERE SEI OBIETTIVI DA RISPETTARE:

CONTROLLO DELL’INFIAMMAZIONE E DEL DOLORE

RECUPERO ARTICOLARITA’ E FLESSIBILITA’

RECUPERO DELLA FORZA E DELLA RESISTENZA MUSCOLARE

RECUPERO DELLA COORDINAZIONE

RIPRESA DEL GESTO SPORTIVO SPECIFICO

RITORNO ALLA COMPETIZIONE SPORTIVA SPECIFICA E, NEL CASO DEL CALCIO, RIENTRO IN PARTITA.

TUTTE QUESTE FASI NON SONO SEPARATE FRA LORO, MA MOLTE VOLTE L’UNA PROLUNGATA NELL’ALTRA.

BISOGNA AMMETTERE CHE, OLTRE AL GIA’ CONQUISTATO STANDARD DI VELOCITA’ DI RECUPERO POST OPERATORIO CON LE TECNICHE ARTROSCOPICHE, IN LUOGO DEI DESUETI INTERVENTI ‘A CIELO APERTO’, UN ULTERIORE INCREMENTO NELLA RIDUZIONE DEI TEMPI DI RECUPERO E’ DOVUTO ALL’INTRODUZIONE, NELLA FASE RIABILITATIVA, DELLE MACCHINE ISOCINETICHE.

LA RIABILITAZIONE VA POSTA IN ESSERE IMMEDIATAMENTE DOPO IL VERIFICARSI DEL TRAUMA. INFATTI SI INIZIA COL GHIACCIO (CRIOTERAPIA) E CON TERAPIE FARMACOLOGICHE ADOTTATE PER EVITARE DOLORE E GONFIORE DELL’ARTICOLAZIONE. POI, PER CONTRASTARE IL DECADIMENTO MUSCOLARE DEL GRUPPO DEGLI ESTENSORI DEL GINOCCHIO, SI PROCEDE IMMEDIATAMENTE CON GLI ESERCIZI ISOMETRICI, EFFETTUATI A GINOCCHIO IN SCARICO E A COMPLETA ESTENSIONE. PASSIVAMENTE VA SOLLECITATA ANCHE L’IPERESTENSIONE ARTICOLARE DEL GINOCCHIO, GIA’ NELL’IMMEDIATO PERIODO POST CHIRURGICO.

CON TUTTE LE ULTIME EVOLUZIONI IN CAMPO RIABILITATIVO, C’E’ DA DIRE CHE UN TRATTAMENTO DI RIABILITAZIONE MODERNO NON FA PIU’ RIFERIMENTO STRETTAMENTE AI TEMPI PRESTABILITI DA PROTOCOLLO: IL RECUPERO E’ SVILUPPATO E ADATTATO ANCHE SULLA BASE DELLE CONDIZIONI CLINICHE NELLE QUALI SI TROVA IL PAZIENTE E IL PROTOCOLLO DEV’ESSERE ‘ACCOMODANTE’, CIOE’ CALZANTE RISPETTO ALLA SITUAZIONE IN CORSO E CORRISPONDENTE AGLI OBIETTIVI PER IL RECUPERO PREFISSATO.

L’INTERVENTO CHIRURGICO DI RICOSTRUZIONE DEL LCA RIPRISTINA UNA BUONA STABILITA’ PASSIVA, MA RIMANE UNA PERDITA DELLE AFFERENZE PROPRIOCETTIVE, ANCHE A CAUSA DELLA DIVERSA CARATTERISTICA TRA LEGAMENTO E TENDINE TRAPIANTATO. L’OBIETTIVO DI QUESTO TIPO DI LAVORO DI RECUPERO E’ QUELLO DI APPLICARE, GIA’ NELLA PRIMA FASE DEL PROTOCOLLO RIABILITATIVO, ESERCITAZIONI DI CARATTERE NEUROMUSCOLARE CHE HANNO ALLA BASE I CONCETTI DELLA PROPRIOCEZIONE E DELL’ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO.

IL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE E’ COMPOSTO DA FASCI MULTIPLI DI FIBRE COLLAGENE , SEPARATE DA COLONNE DI CELLULE FIBROSE DETTE FIBROBLASTI. LA SUA INSERZIONE PENETRA CON LE FIBRE COLLAGENE NEL TESSUTO OSSEO DEL FEMORE E DELLA TIBIA. IL VOLUME DEL LCA E’ OCCUPATO IN PARTE DA RECETTORI NERVOSI E DA TERMINAZIONI LIBERE: PERTANTO RIVESTE UN RUOLO SENSORIALE NEL RILEVAMENTO DEL MOVIMENTO E DELLA POSIZIONE SPAZIALE ARTICOLARE ED E’ SEDE DI FONDAMENTALI RECETTORI SENSORIALI, DETTI DI RUFFINI, DI CORPUSCOLI DI PACINI E TERMINAZIONI LIBERE CHE, DOPO L’INTERVENTO CHIRURGICO, VENGONO COMPLETAMENTE PERDUTI.

LA STRUTTURA DEL TENDINE, INVECE, SI BASA SU DUE COMPONENTI: IL COLLAGENE TIPO E L’ELASTINA, IMMERSI ENTRAMBI IN UNA MATRICE DI PROTEOGLICANI E ACQUA; I SUOI COMPONENTI SONO PRODOTTI DA CELLULE CHIAMATE TENOBLASTI E TENOCITI. L’UNITA’ FONDAMENTALE DEL TENDINE, DUNQUE, E’ LA FIBRA FORMATA DA UN FASCIO DI FIBRILLE COLLAGENE. E’ PROVVISTO DI MACCANORECETTORI, COSIDDETTI ORGANI TENDINEI DEL GOLGI, CHE HANNO LA FUNZIONE DI FORNIRE AL SISTEMA NERVOSO CENTRALE INFORMAZIONI PER REGOLARE IL MOVIMENTO.

DALLE CARATTERISTICHE SUDESCRITTE, SI EVIDENZIA CHE, NELLA RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO, SI DEVE NECESSARIAMENTE TENER CONTO DEL FATTO CHE IL LCA, RISPETTO AL TENDINE, FORNISCE MAGGIORI ELEMENTI CONOSCITIVI PER CALCOLARE LA PROPRIA POSIZIONE NELLO SPAZIO, EFFETTUANDO MOVIMENTI PARTICOLARI.

ginocchio4PERTANTO, IL LAVORO DI RECUPERO PROPRIOCETTIVO, APPLICATO GIA’ NELLE PRIME FASI DEL PROTOCOLLO RIABILITATIVO, VA CONCENTRATO SUL RISVEGLIO DELLE STRUTTURE SU CUI SI FONDE IL TENDINE TRAPIANTATO E SUGLI ASPETTI NEUROMUSCOLARI. NON C’E’ PIU’ IL LEGAMENTO DA ALLENARE RIABILITARE, BENSI’ UN TENDINE DA EDUCARE ALLE FUNZIONI DEL LEGAMENTO, CONSIDERANDO TUTTE LE STRUTTURE DEL GINOCCHIO.                

L’ATTIVITA’ SENSOMOTORIA HA LA FUNZIONE DI RECUPERARE PRIMA E MEGLIO IL GESTO MOTORIO, PREVEDENDO LA SOLUZIONE DI UN COMPITO CONOSCITIVO: IL PAZIENTE RISENTE DI UN DISORDINE MECCANICO AFFERENTE-EFFERENTE, CAUSATO DAL TRAUMA, PRIMA, E DALL’INTERVENTO CHIRURGICO, POI, E, NON ULTIMO, DA UN PROCESSO DEGENERATIVO, PER CUI E’ STRETTAMENTE NECESSARIO RIPROGRAMMARE IL MECCANISMO DI AFFERENTAZIONE. GLI ESERCIZI SI BASANO SU OPERAZIONI DI CONTATTO DEL PIEDE E VENGONO PROPOSTI CON UN MECCANISMO DI INTERAZIONE CON OGGETTI AL FINE DI RICONOSCERE SUPERFICI, CONTATTI E PRESSIONI. QUESTO APPRENDIMENTO RISULTA MIGLIORE SE SEGUITO DA ESERCITAZIONI PROPRIOCETTIVE CHE NON CONFIGURANO SOLO UN ATTO PASSIVO DI RACCOLTA DI INFORMAZIONI, MA RICHIEDE UN PROCESSO ORGANIZZATO DA PARTE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE.

NELLA PRIMA FASE DI RIABILITAZIONE, DELLA DURATA DI CIRCA QUATTRO SETTIMANE, I MUSCOLI DEL GINOCCHIO LAVORERANNO SOLO NELLA CONDIZIONE ISOMETRICA.

NELLA SECONDA FASE, CHE DURA CIRCA DUE-TRE MESI, BISOGNA RAGGIUNGERE IL COMPLETAMENTO DELL’ARTICOLARITA’, CON LA FLESSIONE A 120° GRADI DEL GINOCCHIO, E IL PIENO RECUPERO DELLA FORZA MUSCOLARE, INTRODUCENDO LAVORO ISOTONICO, CONSISTENTE NEL CONTRASTARE RESISTENZE CON CONTRAZIONI MUSCOLARI IN ACCORCIAMENTO. INFATTI, PROPRIO LE CONTRAZIONI ISOTONICHE CONSENTONO LO SVILUPPO DELLA MASSA E, DI CONSEGUENZA, DELLA FORZA MUSCOLARE. PROGRESSIVAMENTE SI POSSONO VARIARE I PESI DI CARICO E INTRODURRE L’UTILIZZO DI VARI TIPI DI MACCHINE, PER PUNTARE SUL POTENZIAMENTO DEI VARI GRUPPI MUSCOLARI, MA OGNI PROGRESSIVO INCREMENTO DI LAVORO DEVE ESSERE SEMPRE IL PIU’ ADEGUATO E CALIBRATO POSSIBILE AL PAZIENTE.

C’E’ UNO STRUMENTO, POI, CHE VALUTA IL RECUPERO DEL PAZIENTE, CHIAMATO DINAMOMETRO ISOCINETICO, CHE, ATTRAVERSO TEST SPECIFICI, PERMETTE DI MISURARE FORZA, POTENZA E RESISTENZA MUSCOLARE DELL’ARTO OPERATO RISPETTO AL GINOCCHIO SANO.

ginocchio5A PROPOSITO DELLE MACCHINE ISOCINETICHE, SHELBOURNE HA INTRODOTTO IL CONCETTO DI RIABILITAZIONE ACCELERATA. INFATTI, PROPRIO QUESTE DUE OTTIMALI CONDIZIONI, L’OPERAZIONE IN ARTROSCOPIA E LE MACCHINE ISOCINETICHE, HANNO CONSENTITO IL RAGGIUNGIMENTO DELLA VELOCITA’ DI RECUPERO DOPO L’INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DEL LCA: ORMAI SI PARLA DI QUATTRO MESI, AL MASSIMO SEI, PER IL RECUPERO TOTALE.

PERO’ DURANTE IL RECUPERO RIABILITATIVO ACCELERATO, INTRODOTTO DA SHELBOURNE, BISOGNA FARE ATTENZIONE A DUE POSSIBILI INCONVENIENTI: IL VERSAMENTO ENDOARTICOLARE, GINOCCHIO GONFIO, O LA RIDUZIONE DELL’ESCURSIONE ARTICOLARE. ENTRAMBE LE SITUAZIONI SONO SPIE DI ALLARME RISPETTO AL CARICO DI LAVORO ECCESSIVO CHE SI STA UTILIZZANDO E RISPETTO ALL’ECCESSIVA QUANTITA’ DI RINFORZO MUSCOLARE, CHE SI DEVONO NECESSARIAMENTE RIDURRE. AL CONTRARIO, SE IL GINOCCHIO RISPONDE BENE AL CARICO DI LAVORO UTILIZZATO, SIA NEL NON LAMENTARE GONFIORI CHE NELL’AVERE LA GIUSTA ARTICOLARITA’, SI PUO’ PROGRESSIVAMENTE INCREMENTARE IL TIPO DI LAVORO. IN QUESTA PRECISA FASE, SARANNO INTRODOTTI GLI ESERCIZI PER LA PROPRIOCETTIVITA’, CON TECNICHE SPECIFICHE, TIPO PEDANE BASCULANTI SEMPLICI O DOTATE DI VISUAL FEED-BACK.

LA TERZA FASE (DAL TERZO AL QUINTO MESE) E’ CARATTERIZZATA DA UN TIPO DI LAVORO MISTO, DA EFFETTUARE, CIOE’, SIA IN PALESTRA CHE SUL CAMPO. IL VERO CARDINE DEL RECUPERO DEL PAZIENTE E’ IL CONDIZIONAMENTO CARDIO-VASCOLARE, CIOE’ LA CAPACITA’ DI RESISTENZA.

NON ULTIMA, LA VALUTAZIONE GLOBALE DELL’ATLETA, IVI COMPRESI UN’ATTENTA ANALISI CORPOREA, RISPETTO ALLA PERCENTUALE DI MASSA MAGRA E PERCENTUALE DI MASSA GRASSA, E L’ASPETTO PSICOLOGICO: L’ATLETA NON DEVE SENTIRSI SOLO BENE, MA GUARITO.

CONCLUSIONI

SI E’ GIA’ DETTO CHE NON TUTTI POSSONO SOTTOPORSI ALLO STESSO PROTOCOLLO RIABILITATIVO, ANCHE SE ALL’ORIGINE SONO TUTTI SOTTOPOSTI ALLO STESSO TIPO DI INTERVENTO. NELL’IMMEDIATO POST-OPERATORIO E’ IMPORTANTE PER TUTTI RAGGIUNGERE LA MOBILIZZAZIONE DEL GINOCCHIO, CONSEGUIRNE L’ESTENSIONE E, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI, ANCHE LA SUA IPERESTENSIONE, E ASSICURARSI CONTINUAMENTE CHE NON SI DETERMINI VERSAMENTO ENDOARTICOLARE. POI SI PROCEDE CON GRADUALITA’, ALLA PROGRESSIONE DEL RINFORZO MUSCOLARE: IL LAVORO ISOMETRICO GARANTISCE CONTRAZIONE MUSCOLARE SENZA MOVIMENTO, EVITANDO COSI’ STRAPPI E AVULSIONI A CARICO DEL NEOIMPIANTO DEL LEGAMENTO; SI CONTINUA CON LA CONTRAZIONE ISOTONICA E SI ARRIVA ALLA TERZA FASE ISOCINETICA.

SE IL GINOCCHIO RIMANE TROPPO RIGIDO, FORSE SI E’ ANDATI TROPPO LENTI COL PROCESSO RIABILITATIVO O FORSE NON SONO STATE SUFFICIENTEMENTE ELASTICIZZATE LE COMPOMENTI MUSCOLARI: VA POSTA ATTENZIONE, A TAL PROPOSITO, SUL FATTO CHE IL MUSCOLO NON VA SOLO RINFORZATO, MA ANCHE ELASTICIZZATO, QUINDI BISOGNA DEDICARE ATTENZIONE AGLI ESERCIZI DI STRETCHING.

RIBADITO PIU’ VOLTE ANCHE IL FATTO CHE LA PROGRESSIONE DELLE VARIE FASI DI RECUPERO DEVE TENERE IN DEBITO CONTO NON SOLO I TEMPI TECNICI DEL PROTOCOLLO IN SE’, MA SOPRATTUTTO LE CONDIZIONI DEL PAZIENTE E DEI SUOI PERSONALI PROGRESSI. QUINDI, IN VIRTU’ DI QUESTO FONDAMENTALE ASPETTO, L’ATLETA VA SEGUITO NON SOLO PER L’ARTICOLARITA’ E LA FORZA MUSCOLARE DA RECUPERARE, MA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA FITNESS-CARDIOVASCOLARE, PER LA COMPOSIZIONE CORPOREA E PER IL BENESSERE PSICOLOGICO.

LA RICERCA DELLA BREVITA’ PIU’ ‘ESASPERATA’ DEI TEMPI ACCELERATI DI RECUPERO VA PERSEGUITA SOLO NEI CALCIATORI PROFESSIONISTI, I QUALI POSSONO AVERE A DISPOSIZIONE UNA EQUIPE COMPLETA RIABILITATIVA, COMPOSTA DA MEDICO, TERAPISTA, PREPARATORE ATLETICO, NUTRIZIONISTA E PSICOLOGO, SEMPRE CHE QUESTA ESASPERATA VELOCITA’ DEI TEMPI DI RECUPERO SIA RISPETTOSA DEI TEMPI BIOLOGICI DELLA GUARIGIONE. TALE CONDIZIONE SI RENDE NECESSARIA PER EVITARE COMPLICAZIONI, MA SOPRATTUTO LESIONI AL NEOIMPIANTO E RECIDIVE.

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Ultima modifica ilMartedì, 14 Luglio 2015 15:14

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