DISGRAFIA E MOVIMENTO

Scritto da  , Pubblicato in Guide Tecniche

di Giulio Mancusi

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La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura (spesso illeggibile), nella riproduzione di segni alfabetici e numerici. Spesso, collegato alla disgrafia, si riscontra un quadro di disprassia (disturbo che riguarda la coordinazione e il movimento che può portare problemi di linguaggio), con inadeguatezza nel percepire il proprio schema corporeo e un scarso senso dello scorrere del tempo.

Il bambino disgrafico necessita di un intervento specialistico, poichè il solo recupero effettuato in ambito scolastico spesso non può essere sufficiente.

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Esempio di disgrafia

Nel corso di questo secolo, sono stati elaborati molti metodi per la terapia della disgrafia; vari studiosi sono stati protagonisti di teorie contrastanti, ma quasi sempre si è considerato, come unico rimedio, l'esercizio ripetitivo, finalizzato al raggiungimento di una soddisfacente coordinazione della mano, tralasciando quelli che sono gli aspetti della psicomotricità e delle attività percettive. Ritengo che considerare solo ed esclusivamente gli aspetti grafici e grafo-motori sia molto riduttivo, rispetto a quelle che sono le lacune presenti nelle competenze di base. Le esperienze, in tal senso, date dalla ripetitività dell'esercizio “grafico”, dà un miglioramento nell'esecuzione dei prodotti grafici, ma spesso, una volta abbandonato l'esercizio, la difficoltà si ripresenta, poichè le lacune, che stanno alla base, non sono state sufficientemente trattate.

Il recupero del soggetto disgrafico deve essere portato avanti da operatori qualificati, in collaborazione con la scuola, la quale può “offrire” valide risorse, concorrendo allo sviluppo delle varie capacità strettamente collegate con il disturbo della scrittura. Il contributo competente dei docenti può garantire migliori risultati, favorendo la conquista di una strumentalità più adeguata e, al tempo stesso, promuovendo situazioni comunicative all'interno delle quali possono essere valorizzati sia i codici verbali, che quelli non verbali.

Il progetto terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del soggetto, alle potenzialità e difficoltà riscontrate, ai tempi di attenzione, ai livelli di motivazione individuati.

La capacità di porsi in relazione positiva e significativa da parte dell'operatore e la partecipazione attiva del soggetto, stanno al primo posto e sono il segreto di un buon intervento: rendere protagonista il bambino nella scelta del lavoro da svolgere, per raggiungere gli obiettivi e far vedere i propri progressi, sono modalità basilari per motivarlo ed ottenere risultati rilevanti, anche quando le attività sono spesso noiose e ripetitive.

Il programma di intervento può essere suddiviso in due percorsi, che devono essere portati avanti parallelamente:

1. Percorso relativo allo sviluppo delle competenze di base

2. Percorso specifico della scrittura

Nel primo percorso, con il supporto necessario di un professionista del movimento, si va a lavorare sulle seguenti competenze di base:

  • percezione sensoriale
  • organizzazione spazio-tempo
  • ritmizzazione
  • conoscenza schema corporeo
  • equlibrio e coordinazione
  • lateralità
  • coordinazione motoria e oculo-manuale.
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Esempi di lavoro coordinativi nelle scuole calcio

Le attività che si andranno a proporre saranno sotto forma di gioco, durante le quali si andranno a centrare gli obiettivi prefissati per lo sviluppo delle competenze di base. E' importante ricordare che ciò che è acquisito dovrà lasciare il posto ad attività gradatamente più complesse ed evolute, dal più facile al più difficile. Tutto questo avviene nella nostra scuola calcio, con o senza la presenza di soggetti disgrafici: la psicomotricità e l’attività sugli schemi motori sono alla base di un corretto sviluppo psicomotorio in età evolutiva.

Concludendo, il percorso specifico della scrittura deve essere integrato con una corretta attività motoria: le acquisizioni procedono con lentezza e il processo di sviluppo grafo-motorio ha bisogno di essere sempre sollecitato, incoraggiato e gratificato, per ottenere migliori risultati che permangano nel tempo.

...IL CALCIO E' DIVERTIMENTO!!!...


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