IL PASSAGGIO DELLA PALLA

Scritto da  , Pubblicato in Guide Tecniche

di Mimmo Uva

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Si parla di "Tecnica di base" ogni qual volta si parli di tutti quegli elementi che contribuiscono ed arricchiscono la tattica individuale dei nostri allievi e quindi quando si parla di: Passaggio, tiro in porta, contrasto, colpo di testa, arresto della palla.

L'elemento che analizziamo nello specifico è il Passaggio della palla


Il passaggio è un gesto tecnico che prevede la trasmissione della palla ad un compagno. Esso è reso possibile grazie ad un contatto visivo tra il portatore di palla (emittente) e il giocatore che dovrà ricevere il passaggio (ricevente) e da una comunicazione non verbale, il passaggio appunto. Tanto maggiore è l'intesa tra i due, tanto più efficace sarà l'esecuzione corretta di questa comunicazione.

A cosa serve?

La trasmissione della palla è un gesto di collaborazione ad un progetto che può avere diverse finalizzazioni:

  • Avanzare, conquistando lo spazio per concludere a rete
  • Superare un a versario o un blocco difensivo
  • Mantenere il possesso di palla.

I Prerequisiti essenziali per una corretta esecuzione del passaggio

  • Capacità di smarcamento dei compagni senza palla.
  • Orientamento del corpo e postura del portatore di palla.
  • Visione di gioco del calciatore in possesso di palla.
  • Capacità di raccogliere le informazioni visive (lettura della situazione di gioco relativamente alla posizione della palla di compagni e degli avversari.

L’azione del calciatore dovrebbe svilupparsi attraverso la seguente successione ideale di operazioni:

  1. Vedere e capire
  2. Scegliere
  3. Ricevere
  4. Passare

La massima espressione di questa complessa operazione è il gioco di prima intenzione.

Oltre all’insegnamento analitico del gesto si rende quindi necessario l’utilizzo delle situazioni di gioco per far capire quando, come e perché occorre usare un determinato gesto.

Il passaggio può essere eseguito con diverse superfici del corpo: Interno collo piede, esterno collo piede, esterno piede, interno piede, collo piede, punta, tacco, coscia, testa.

Dove passare la palla

  1. Passaggio in avanti
  2. Passaggio diagonale
  3. Passaggio orizzontale
  4. Passaggio indietro

Quando passare la palla

Oltre a saper eseguire il gesto tecnico del passaggio, diventa fondamentale riuscire a capire il “momento giusto” per realizzarlo all’interno della partita (timing); esso dipende dai prerequisiti coordinativi:

a) Orientamento spazio-temporale

Permette al giocatore di modificare la posizione del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo d’azione (terreno di gioco) definito da oggetti e da persone (palla, compagni, avversari).

b) Percezione dello spazio

Consente al giocatore di valutare la direzione e di stimare la distanza alla quale deve essere inviata la palla.

c) Percezione del tempo

Consente al calciatore di valutare il tempo necessario per compiere l’azione del caricamento dell’arto calciante e della durata del movimento in avanti del piede che andrà ad impattare contro la palla.

d) Percezione della relazione spazio temporale

Consente di valutare la velocità di spostamento dei compagni senza palla.

Metodologie di insegnamento

In ambito motorio si conoscono due precise modalità metodologiche. Una, caratterizzata da forme di apprendimento costruite sulla base di esperienze indotte nell’allievo, nell’intento di stimolare il suo coinvolgimento, a livello cognitivo, di determinate espressioni di movimento. L’altra, invece, realizzata mediante la direttiva dell’insegnante, impiegata esclusivamente alla trasmissione di certe informazioni aventi il solo fine di determinare esecuzioni corrette. Il primo viene definito Metodo induttivo e si può realizzare in quattro forme diverse, denominate:

1. libera esplorazione

2. scoperta guidata

3. problem-solving

4. mappe concettuali

Il secondo intervento è conosciuto come Metodo deduttivo ed anch’esso può realizzarsi attraverso tre modalità con caratteristiche diverse:

1. direttivo prescrittivo

2. misto

3. per assegnazione di compiti

La metodologia di tipo induttivo centra il proprio obiettivo primario nel coinvolgere nel processo di apprendimento in prima persona l’allievo, il quale diventa soggetto dell’apprendimento, stimolando una partecipazione attiva dei sistemi nervosi primari.

Questa fase, molto adatta per i bambini delle scuola elementare, si può definire anche fase delle esperienze quantitative (polivalenza e multilateralità), con arricchimento continuo delle proprie esperienze.

Al contrario, attraverso il metodo deduttivo l’insegnante effettuerà il suo intervento educativo finalizzandolo esclusivamente alla ricerca di obiettivi tecnici anche senza coinvolgere attivamente l’allievo. L’allievo diventa oggetto del processo di apprendimento.

Il Metodo deduttivo si adatta meglio ad alunni della scuola media, già adeguatamente recettivi nei confronti delle informazioni trasmesse dal docente. Nel nostro caso il metodo induttivo è quello da noi privilegiato andando a rendere partecipe il nostro allievo in prima persona.

...IL CALCIO E' DIVERTIMENTO!!!...



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