LO SPORT DI SQUADRA

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squadraSi possono suddividere gli sport in quattro grandi categorie in base agli aspetti fisici e psicologici che ne contraddistinguono la pratica; vi sono infatti gli sport individuali senza contatto dove prevale la necessità di un grande sforzo per sostenere la fatica, quelli individuali di contatto che necessitano di una forte concentrazione, gli sport di squadra di contatto dove è imprescindibile la collaborazione al gruppo e quelli di squadra senza contatto dove non esiste alcun contatto fisico tra i giocatori pur rimanendo indispensabile la collaborazione fra i componenti la squadra.

Da sempre ci si chiede se sia da privilegiare, nell’avviamento alla disciplina sportiva dei ragazzi, lo sport individuale o quello di squadra: fermo restando che qualsiasi sport è salutare per la crescita psico-fisica dei bambini, la scelta è tra uno sport che insegna a vivere in gruppo e a collaborare per il raggiungimento di un comune obiettivo e uno sport dove il senso di responsabilità e le capacità individuali la fanno da padrone.

 

Quando si parla di sport di squadra ci si riferisce ai cosiddetti “giochi sportivi” cioè attività atletiche caratterizzate dalla corsa e dal contrasto, attività spesso divertenti ma al contempo complesse perché richiedono prestazioni tecniche e tattiche sia individuali che collettive; per questo motivo è indispensabile che ogni giocatore sia pronto a capire e accettare che ognuno ha diverse abilità in grado di offrire contributi differenti e che per quelle differenti abilità e contributi offerti, tutti vanno apprezzati e tutti contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo comune.

Nell’avviare un bambino allo sport va considerato anche che gli sport di squadra hanno dalla loro il vantaggio di essere, in fin dei conti, dei giochi e che pertanto continuano a mantenere il loro aspetto “ludico” pur imponendo lo sviluppo necessario delle doti atletiche (in primis la corsa); e poiché nei più giovani mancano le intenzionalità e le motivazioni aggressive del ledere l’avversario (il fallo) e causare danno fisico intenzionale, viene meno anche il problema che questi sport possano risultare fisicamente pericolosi o generare traumi.

È innegabile, inoltre, che spesso i bambini sono molto più bravi degli adulti a vivere lo sport di squadra, hanno istintivamente, e condividono, i veri valori che il gioco di squadra richiede: divertimento, passione, amicizia; uno sport che racchiuda in sé tutte le dinamiche di gruppo e che chieda ad ogni singolo di trovare all’interno del gruppo un ruolo che gli permetta di contribuire al miglioramento comune è per forza di cose uno sport che ha forti intenzionalità formative.

Il grande merito dello sport di squadra è proprio questo: permettere ai ragazzi di condividere un percorso di maturazione personale in un contesto organizzato.

Va rimarcato, infine, il compito fondamentale dell’educatore in questa tipologia di sport dato che è lui a tessere le fila di un gruppo che diverrà squadra; il suo ruolo è quello di porre man mano degli obiettivi raggiungibili nel corso della stagione e mai obiettivi assoluti ma diversificati a seconda del materiale umano che si trova di fronte, e sarà sempre lui a stimolare e valutare i miglioramenti tecnici e tattici di ogni bambino ma anche le capacità relazionali all’interno del gruppo e la capacità fondamentale di essere gruppo, quando si vince e soprattutto quando si perde.

Con lo sport di squadra ogni bambino è chiamato dal suo educatore ma soprattutto dalla sua squadra a dare il meglio di sé, ad usare le sue capacità intellettuali e fisiche e la sua libertà di scelta per raggiungere insieme ai suoi compagni l’obiettivo comune, in un percorso di crescita comune che porta, proprio perché tale, al successo di tutto il gruppo.

…IL CALCIO E’ DIVERTIMENTO!!!...

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Ultima modifica ilMartedì, 14 Luglio 2015 16:56

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