INTERVISTA AL PREP.ATLETICO PACE

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Incontriamo oggi il preparatore atletico dell'Asso Potenza prof. Antonello Pace

1. Il lavoro del preparatore atletico è quello che ha, da sempre, forma maggiormente individuale in un contesto squadra di calcio; ciò detto lei ritiene che il suo lavoro sia cambiato nell’ultimo anno a causa della pandemia?

La formazione fisica del giovane calciatore è di fondamentale importanza. Da quando questa emergenza sanitaria ha costretto a cambiare le nostre abitudini e anche quelle dei nostri ragazzi costringendo, quindi, a lunghi periodi lontano dai campi, l’allenamento fisico è diventato di fondamentale importanza per cercare di limitare la sedentarietà e, per quanto possibile, di non perdere la forma acquisita durante la pre-season. Premesso questo, il lavoro svolto da me in campo è cambiato inevitabilmente. Devo adattare quasi settimanalmente i carichi di lavoro dato che i gruppi di lavoro non sono quasi mai gli stessi anche a causa delle ripetute aperture e chiusure delle scuole (non dimentichiamo che tanti ragazzi frequentano a Potenza ma vivono lontano dalla città). Ho cambiato anche i metodi di lavoro adattandoli a quello che è il protocollo federale.

2. Riesce a conciliare, e come, il suo lavoro con quello dei mister che loro malgrado si sono visti costretti a lavorare con tecnica individuale e non più di gruppo?

Il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo in questi mesi con tutto lo staff è importante. È vero che non si può lavorare più in gruppo ma solo in forma individuale ma la qualità delle esercitazioni resta sempre alta. Io personalmente riesco senza problemi a conciliare il mio lavoro che va quasi ad integrare quello dei mister. Si può definire, il nostro, un lavoro complementare: io completo il lavoro dei mister e il loro lavoro completa il mio.

3. Il suo impegno nell’Asso Potenza la vede a contatto con più squadre e, di conseguenza, ha il polso di più situazioni che coinvolgono ragazzi di diverse fasce d’età; secondo lei esiste un modo per tenere alto l’interesse e la motivazione dei ragazzi verso lo sport e, in generale, verso quelle attività che erano routinarie fino all’anno scorso e che oggi sembrano lontanissime?

L’aspetto motivazionale del mio lavoro e di quello di tutto lo staff è di fondamentale importanza. Si può dire che la nostra sfida è questa, ovvero quella di mantenere alta la motivazione e l’interesse verso le attività svolte in campo e fuori. Io non so se c’è un metodo o un protocollo che, imposto, consenta di far alzare la motivazione e l’interesse ma credo che questi due aspetti siano la naturale conseguenza delle attività da noi proposte ai ragazzi e devo dire che, nonostante il periodo, vedo nei loro volti l’entusiasmo e la voglia di lavorare.

4. L’Asso Potenza ha continuato a far svolgere le sedute di allenamento adeguando il proprio lavoro alle normative sanitarie ma la partecipazione è ridotta quasi al 50%. Lei ha trovato il modo per lavorare anche con i ragazzi che non partecipano agli allenamenti? Con che risposta e con quali effetti?

Questo è un aspetto delicato del mio lavoro proprio per i temi citati poc’anzi. Per svolgere attività ed allenamenti a distanza servono voglia, motivazione e costanza: aspetti che non sempre sono riscontrabili e non in tutti. Io, periodicamente, propongo a tutte le fasce agonistiche piani di lavoro per chi è impossibilitato a lavorare in campo e, devo dire, che all’inizio ricevevo numerosi feedback che, purtroppo, sono andati scemando col passare delle settimane. Per cui il mio compito e mia sfida personale sarà, nei prossimi giorni e settimane, quella di mantenere alta l’asticella anche per chi si allena lontano dal campo.

5. Non è semplice lavorare in questo momento eppure lei è sul campo con i ragazzi…cosa la spinge a dare la sua disponibilità e cosa pensa della scelta societaria di proseguire con gli allenamenti?

È vero che in questo momento trovare stimoli per scendere in campo è difficile per i ragazzi ma anche per noi tecnici non è sempre facile. Io ho la fortuna di fare in campo quello che ho sempre amato e per cui mi sto continuando a formare. Questo già di per sé è un grande stimolo per me; in più si aggiunge la mia passione per il calcio giovanile ed il gioco è fatto. Io credo che noi dell’Asso Potenza abbiamo una grande fortuna che è proprio quella di poter allenarci perché quasi tutte le altre società sono ferme da ottobre; è giusto che la società abbia colto questa opportunità ed è giusto permettere ai nostri ragazzi di poter passare un’ora e mezza lontano dalla routine e dagli schermi.

6. Lei è molto in sintonia con gli atleti dei gruppi che segue. Quale è il messaggio che vuol mandare ai suoi ragazzi?

Sento di dire ai miei ragazzi di non mollare mai, anche se sembra un tunnel senza luce. Il lavoro paga sempre e per come si stanno impegnando sia con me che con i tecnici sono sicuro che arriverà il nostro momento e quindi invito loro a cogliere e assimilare ogni singolo aspetto dell’allenamento, ogni dettaglio perché, come dicevo prima, non tutte le società hanno la fortuna di continuare ad allenarsi e, dunque, questo aspetto potrebbe avere una importanza fondamentale in futuro.

7. Cosa si aspetta e cosa auspica per il calcio giovanile lucano nel prossimo futuro?

Il mio augurio più grande è quello di riuscire a riprendere a pieno tutte le attività e di poter tornare ad assaggiare quella adrenalina pre-partita che è la vera linfa del calcio giovanile.

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Ultima modifica ilDomenica, 28 Marzo 2021 11:58
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