Claudia Fusco
Claudia Fusco

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SCREENING - TAMPONI

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Nell'ottica di una riapertura generale, e per offrire quanta più tranquillità sanitaria a chi lavora e a chi si allena con l'Asso Potenza, la nostra società propone uno screening dedicato a tutti i suoi atleti delle categorie  U17, U 15 e Esordienti 1 e 2 anno. E' stato contattato personale sanitario addetto che, nelle strutture del Principe di Piemonte, sottoporrà i ragazzi al tampone antigenico per la ricerca dell'infezione da Covid-19 in 1 o 2 giornate in base alle adesioni ricevute. La nostra previsione è quella di effettuare questa indagine con scadenza mensile o bisettimanale, a seconda di quanto verrà concordato con i genitori degli atleti. Naturalmente l'adesione allo screening è su base assolutamente volontaria e non vincolante alla partecipazione alle attività ma siamo certi di proporre un servizio apprezzato e condiviso dalle famiglie dei nostri ragazzi.

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ORARI ALLENAMENTI

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Gli orari di allenamento per le categorie U17 e U15, Esordienti, Pulcini e Piccoli Amici + Primi Calci.

Data la particolare situazione sanitaria gli orari e le sedute di allenamento potrebbero subire variazioni legate alle condizioni meteo, alle disposizioni regionali relative a cambi di colore delle zone, a (speriamo di no) contagi all'interno dei gruppi. Nel caso di cambiamenti i genitori ed i ragazzi saranno avvisati attraverso i gruppi WhatsApp 

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DI GIUSEPPE

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Incontriamo oggi il presidente dell’Asso Potenza, sig. Paolo Di Giuseppe, per un momento di riflessione sulla società sportiva nel particolare momento che lo sport e i giovani stanno vivendo.

1. È un anno che il calcio giovanile regionale vive in una sorta di limbo, sospeso tra il si può e non si può, in attesa di aperture promesse e poi sempre rinviate. Lei cosa pensa della scelta di continuare a tenere chiusi gli impianti sportivi e della ormai definitiva sospensione dei campionati regionali?

Ad un anno esatto dall'inizio di questa emergenza sanitaria io mi trovo assolutamente d'accordo con la sospensione dei campionati ma non sono affatto d'accordo sulle chiusure dei centri sportivi e sul divieto di praticare sport tanto più se parliamo di sport all'aperto. La mia sensazione è che così facendo si perda tutto il lavoro svolto con i ragazzi e i bambini; non c'è continuità e non c'è spazio per il metodo. Io temo fortemente che i ragazzi possano distaccarsi dalla pratica sportiva e da quell'abitudine alla disciplina e al lavoro che lo sport trasmette

2. Nonostante tutto L’ASSO Potenza ha continuato gran parte delle sue attività modulando gli allenamenti a quanto richiesto dai protocolli nazionali e federali. A fronte del 90 %delle società locali che hanno completamente sospeso da ottobre voi avete continuato… Perché? E, soprattutto, questa scelta ha ripagato?

L'Asso Potenza ha un grandissimo valore aggiunto che la differenzia da tutte le altre società locali...noi abbiamo a disposizione il campo in sintetico Principe di Piemonte ed una struttura tale che ci ha consentito, e ci consente, di operare in grande sicurezza. Mi spiego. Sul campo si allena praticamente solo l'Asso Potenza ormai, la segreteria è utilizzata solo dal nostro staff, abbiamo i dispositivi che possiamo prendere, utilizzare, sanificare e riporre e che sono solo nostri e rimangono in sede senza essere utilizzati da nessun altro. In questo momento è veramente un privilegio unico poter usufruire di una struttura privata ed è questa sicurezza che ci ha spinti a continuare a lavorare per quanto possibile. Offrire ai ragazzi l'opportunità di fare sport e dar loro un piccolo segmento di normalità in questo frangente è il nostro compenso. Ed è un bellissimo compenso per cui...sì, direi che questa scelta ha ripagato

3. Nell’ultima settimana si è tanto parlato di Raffaele Cantisani, classe 2004, che dalla pol. Sarconi Ben Ten è arrivato nelle giovanili dell’Asso e da qui all’FC Crotone dimostrandosi di notevolissimo interesse. Ma come Raffaele ci sono tanti altri under presentati e proposti dall’Asso a società he disputano campionati nazionali. L’ASSO è, dunque, una società di ampissimo respiro che cerca soprattutto di offrire spazi ai propri ragazzi e propone collaborazioni con società del territorio che hanno meno possibilità di far notare i propri giovani talenti. È questo in realtà l’OBIETTIVO della sua società e del lavoro del suo gruppo? E, nel caso, questa attitudine a esportare i giovani talentuosi ha un costo in termini di pure e semplici vittorie nelle competizioni locali?

La ricerca di ragazzi di prospettiva è da sempre un nostro obiettivo imprescindibile ma è un obiettivo al cui raggiungimento devono contribuire molti attori contemporaneamente. Noi cerchiamo sempre di fare scouting e da quest'anno la nostra squadra si è arricchita con la presenza di Antonio Mele, una figura dedicata e di grande competenza ed esperienza, ma per far "uscire" un ragazzo è molto importante anche il ruolo della famiglia: i signori Cantisani hanno creduto nel nostro lavoro, hanno accettato sempre le decisioni sul campo senza interferire, hanno avuto fiducia nei tecnici e nella società e pur vivendo ad 80 km da Potenza oggi portano all'Asso anche il figlio più giovane forti dell'esperienza avuta con Raffaele. Lo scouting e il confronto con altre società sono momenti importantissimi che non tutti hanno la pazienza, il tempo e anche la serenità di fare. Noi siamo Centro Tecnico Milan e per noi è un impegno e un dovere cercare ragazzi di prospettiva e offrire loro un'opportunità

4. Parliamo ancora di aperture: oltre ad un serio lavoro di scouting nelle fasce giovanili dagli Esordienti in su si vedono tante collaborazioni dell’Asso con società locali anche nelle fasce dei bimbi più piccoli… questa scelta da cosa è dettata e a cosa tende?

La collaborazione è importantissima perché ragazzi e tecnici devono confrontarsi con metodologie di lavoro che potrebbero al più esser simili ma mai uguali a quelle cui sono abituati e devono, perciò, trovare un punto di incontro nel gestire gli allenamenti. È poi molto importante ricordare che sul nostro territorio ci sono tecnici validi e che confrontarsi è sempre un mezzo per valutarsi ed arricchirsi. Infine per i bambini e ragazzi interfacciarsi con i coetanei è il miglior modo di crescere e di conoscere la famosa “competizione sana” che muove, o dovrebbe muovere, il calcio giovanile.

5. Dopo 5 mesi di stop forzato la settimana scorsa, complici le belle giornate, sono finalmente tornati a giocare anche i più piccoli iscritti Asso delle categorie Primi Calci e Piccoli Amici. Quale è stata la risposta dei genitori alla proposta di fare allenamento? E l’emozione dei piccoli che, causa forza maggiore, hanno lasciato l’ambiente noto della palestra per giocare all’aperto e sul campo ad 11?

L’Asso Potenza non è solo campionati e rose e convocazioni o panchine… per noi è fondamentale trasmettere passione, gioia, interesse. Nonostante il clima locale e una certa perplessità delle famiglie noi siamo da sempre propensi a portare sul campo a 11 quanto prima i nostri piccoli atleti. Non appena è stato chiaro che le palestre non sarebbero state riaperte abbiamo cercato spazi e tempi per poter far tornare in sicurezza e all’aperto quante più categorie possibili riuscendo a far allenare dagli U17 ai Pulcini compresi. Settimana scorsa abbiamo provato a chiamare anche i più piccolini, Primi Calci e Piccoli Amici, ed è stato un trionfo. I bambini erano felicissimi e con loro i genitori e non nego una certa emozione da parte di tutti noi nel rivedere i piccoli in campo. Il calcio deve essere un momento di tranquillità per i bambini piccoli, una gioia dopo l’impegno scolastico, un momento di libertà e di serenità. È per questo che spero che i prossimi provvedimenti aprano alle attività di base sempre, ovviamente, in forma individuale e all’aperto.

6. La paura del virus ha ridotto praticamente al 50% la presenza di atleti e mister agli allenamenti. Lungi dal voler giudicare le scelte di ognuno quale crede possa essere l’atteggiamento migliore di una società sportiva in questo momento?

Nessuno può giudicare le scelte fatte da ogni singolo in questo periodo anche perché nelle scelte di ognuno sono intervenuti fattori personali come il tipo di lavoro che si svolge o la tipologia familiare ecc. La Società è stata molto chiara fin dal primo momento: volevamo continuare con chi ci poteva dare una mano. Una volta acquisite le disponibilità dei tecnici che hanno acconsentito abbiamo modulato il lavoro in base a quelle trovando, naturalmente, anche qualche difficoltà a garantire gli orari e i giorni standard. Per fortuna la stragrande maggioranza dei genitori ha capito queste problematiche e insieme abbiamo cercato gli incastri migliori per poter lavorare.
Colgo l’occasione per ringraziare di cuore quanti hanno lavorato e stanno lavorando con noi in questo frangente, solo la loro disponibilità e la loro passione ci ha permesso di non mollare i ragazzi….

7. Proiettiamoci nel futuro: come vede L’ASSO Potenza fra 10 anni? cosa si aspetta e cosa si augura per la sua società?

Io credo che la nostra società possa avere una posizione importante per la città e per i dintorni e possa veramente riuscire a far uscire quanti più ragazzi possibili dal nostro contesto regionale. Cosa mi auguro? Beh, è chiaro, un piccolo campioncino made in Asso Potenza.

8. Siamo in chiusura: quale è il messaggio che il presidente Di Giuseppe vuol mandare ai suoi ragazzi?

Le difficoltà in questo periodo non mancano ma ci teniamo noi tutti della società Asso Potenza a ringraziarvi di tutto l’affetto, la dedizione e l’attaccamento che ci dimostrate “SEMPRE ”. La Pasqua è sinonimo di Rinascita e confidiamo che lo sia per tutto il mondo. CREDIAMOCI! Auguriamo a voi e alle vostre famiglie una Felice, Serena e Santa PASQUA DI PACE

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INTERVISTA AL PREP.ATLETICO PACE

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Incontriamo oggi il preparatore atletico dell'Asso Potenza prof. Antonello Pace

1. Il lavoro del preparatore atletico è quello che ha, da sempre, forma maggiormente individuale in un contesto squadra di calcio; ciò detto lei ritiene che il suo lavoro sia cambiato nell’ultimo anno a causa della pandemia?

La formazione fisica del giovane calciatore è di fondamentale importanza. Da quando questa emergenza sanitaria ha costretto a cambiare le nostre abitudini e anche quelle dei nostri ragazzi costringendo, quindi, a lunghi periodi lontano dai campi, l’allenamento fisico è diventato di fondamentale importanza per cercare di limitare la sedentarietà e, per quanto possibile, di non perdere la forma acquisita durante la pre-season. Premesso questo, il lavoro svolto da me in campo è cambiato inevitabilmente. Devo adattare quasi settimanalmente i carichi di lavoro dato che i gruppi di lavoro non sono quasi mai gli stessi anche a causa delle ripetute aperture e chiusure delle scuole (non dimentichiamo che tanti ragazzi frequentano a Potenza ma vivono lontano dalla città). Ho cambiato anche i metodi di lavoro adattandoli a quello che è il protocollo federale.

2. Riesce a conciliare, e come, il suo lavoro con quello dei mister che loro malgrado si sono visti costretti a lavorare con tecnica individuale e non più di gruppo?

Il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo in questi mesi con tutto lo staff è importante. È vero che non si può lavorare più in gruppo ma solo in forma individuale ma la qualità delle esercitazioni resta sempre alta. Io personalmente riesco senza problemi a conciliare il mio lavoro che va quasi ad integrare quello dei mister. Si può definire, il nostro, un lavoro complementare: io completo il lavoro dei mister e il loro lavoro completa il mio.

3. Il suo impegno nell’Asso Potenza la vede a contatto con più squadre e, di conseguenza, ha il polso di più situazioni che coinvolgono ragazzi di diverse fasce d’età; secondo lei esiste un modo per tenere alto l’interesse e la motivazione dei ragazzi verso lo sport e, in generale, verso quelle attività che erano routinarie fino all’anno scorso e che oggi sembrano lontanissime?

L’aspetto motivazionale del mio lavoro e di quello di tutto lo staff è di fondamentale importanza. Si può dire che la nostra sfida è questa, ovvero quella di mantenere alta la motivazione e l’interesse verso le attività svolte in campo e fuori. Io non so se c’è un metodo o un protocollo che, imposto, consenta di far alzare la motivazione e l’interesse ma credo che questi due aspetti siano la naturale conseguenza delle attività da noi proposte ai ragazzi e devo dire che, nonostante il periodo, vedo nei loro volti l’entusiasmo e la voglia di lavorare.

4. L’Asso Potenza ha continuato a far svolgere le sedute di allenamento adeguando il proprio lavoro alle normative sanitarie ma la partecipazione è ridotta quasi al 50%. Lei ha trovato il modo per lavorare anche con i ragazzi che non partecipano agli allenamenti? Con che risposta e con quali effetti?

Questo è un aspetto delicato del mio lavoro proprio per i temi citati poc’anzi. Per svolgere attività ed allenamenti a distanza servono voglia, motivazione e costanza: aspetti che non sempre sono riscontrabili e non in tutti. Io, periodicamente, propongo a tutte le fasce agonistiche piani di lavoro per chi è impossibilitato a lavorare in campo e, devo dire, che all’inizio ricevevo numerosi feedback che, purtroppo, sono andati scemando col passare delle settimane. Per cui il mio compito e mia sfida personale sarà, nei prossimi giorni e settimane, quella di mantenere alta l’asticella anche per chi si allena lontano dal campo.

5. Non è semplice lavorare in questo momento eppure lei è sul campo con i ragazzi…cosa la spinge a dare la sua disponibilità e cosa pensa della scelta societaria di proseguire con gli allenamenti?

È vero che in questo momento trovare stimoli per scendere in campo è difficile per i ragazzi ma anche per noi tecnici non è sempre facile. Io ho la fortuna di fare in campo quello che ho sempre amato e per cui mi sto continuando a formare. Questo già di per sé è un grande stimolo per me; in più si aggiunge la mia passione per il calcio giovanile ed il gioco è fatto. Io credo che noi dell’Asso Potenza abbiamo una grande fortuna che è proprio quella di poter allenarci perché quasi tutte le altre società sono ferme da ottobre; è giusto che la società abbia colto questa opportunità ed è giusto permettere ai nostri ragazzi di poter passare un’ora e mezza lontano dalla routine e dagli schermi.

6. Lei è molto in sintonia con gli atleti dei gruppi che segue. Quale è il messaggio che vuol mandare ai suoi ragazzi?

Sento di dire ai miei ragazzi di non mollare mai, anche se sembra un tunnel senza luce. Il lavoro paga sempre e per come si stanno impegnando sia con me che con i tecnici sono sicuro che arriverà il nostro momento e quindi invito loro a cogliere e assimilare ogni singolo aspetto dell’allenamento, ogni dettaglio perché, come dicevo prima, non tutte le società hanno la fortuna di continuare ad allenarsi e, dunque, questo aspetto potrebbe avere una importanza fondamentale in futuro.

7. Cosa si aspetta e cosa auspica per il calcio giovanile lucano nel prossimo futuro?

Il mio augurio più grande è quello di riuscire a riprendere a pieno tutte le attività e di poter tornare ad assaggiare quella adrenalina pre-partita che è la vera linfa del calcio giovanile.

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